2000 calci

Sono le cinque e quaranta quando la sveglia (un vecchio Nokia 3310) comincia a suonare. Un occhio a Whatsapp e a Facebook per vedere se qualcuno dall’altra parte del mondo mi ha cercato (mica tanto, ormai la gente è abituata a vedermi sparire!), lenti a contatto, tenuta sportiva, ed esco dalla mia stanza. Mi siedo fuori nella sala comune, cercando energie in un ottimo mango, mentre attendo i miei compagni di fatiche. Tra questi, c’è David, di Civitavecchia, ma fresco di esperienza australiana, Carlos, un nak muay spagnolo con circa 50 combattimenti, e Vincenzo, di Foggia, soprannominato affettuosamente “Trapano”. Arriva anche Mathias, il capitano del team 7 Muay Thai, campione in diverse competizioni della disciplina e da ormai 10 anni in Thailandia.

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Mathias’ belts

Comincia la corsa. Sei chilometri che percorriamo all’incirca in 30 minuti, costeggiando la spiaggia di Chak Pong, sotto l’occhio vigile dell’Ajarn, il maestro, che ci segue in scooter. La voglia di fare battute da quinta elementare, di parlare di qualche stranezza thailandese e di lamentarci per gli acciacchi va via man mano che l’ossigeno comincia a mancare. L’Ajarn, cronometro alla mano per segnare i tempi, ci sprona a spingere, a non fare i rammolliti. Qualche cane ci segue incuriosito. Arriviamo al camp già belli sudati, ma è solo l’inizio…

Un attimo per tirare il fiato, bere qualcosa per riprenderci, e alle 7 saliamo in palestra. Seguendo il programma giornaliero, il riscaldamento prevede alzate alla sbarra e 100 ginocchiate al sacco. Io ci metto sempre anche un po’ di stretching per i femorali: le mie gambe non brillano assolutamente per scioltezza!  Sono tutto preso con le ginocchiate, quando arriva Roberto, il gestore del 7 Muay Thai e padre di Mathias. <<Dai, coi ginocchi cominci ad andare meglio. Vediamo, dopo, questi calci….>>, mi dice. Annuisco, fra gli ansimi.

David e Vincenzo cominciano a lavorare ai pad coi rispettivi kru, gli istruttori. David ha una lunga esperienza nel campo degli sport da combattimento. Boxe, wing tsun, muay thai….e si vede! I suoi calci sembrano quasi far esplodere i pad. Presto farà il suo esordio per il 7 Muay Thai team contro un popolare nak muay locale, e sono proprio curioso di vederlo. Vincenzo invece è qua da 3 mesi. E’ arrivato qua, anche lui, che di Muay Thai non sapeva niente. Beh, ha fatto già due combattimenti e calcia molto bene! Mi riterrei fortunato a raggiungere questo livello anch’io in così poco tempo. Carlos e Mathias, invece, che sono pugili professionisti, si danno ad uno sparring dagli alti contenuti tecnici.

Io rimango, per ora, ai margini. Continuo con il programma. Jab-diretto coi pesetti, calci frontali, gomitate, un po’ di “vuoto”…finché non vengo chiamato  ai pad dal mitico kru Mek, altra leggenda locale con alle spalle 300 combattimenti. Salgo sul ring e attendo il gong del timer. Tre riprese da quattro minuti intense, lavorando di pugni e di calci. Non faccio in tempo a scendere dal ring che sento la voce di Roberto…

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<<Guarda che quei calci fanno schifo. Devi alzare più il culo, girare bene il bacino….e più morbido con la gamba! Non devi pensare di calciare un pallone…….a proposito, sei bravo a giocare a pallone?>>

<<Veramente faccio schifo anche a giocare a pallone.>>

<<Pure! Bene…….ora ti fai 2000 calci al sacco! Vediamo se impari…>>

Considerando quelli di ieri, oggi arriviamo a 3000. Comincio ad immolarmi. Stanco, dolorante, ma determinato. Dietro, gli altri ragazzi sono impegnati con le addominali. Si sentono bene i colpi degli istruttori sulle loro addomi. Ci sarà tempo anche per me, penso. Poche lagne: questo è un camp di Muay Thai, non una crociera ai Caraibi!

 

Mik

 

 

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